venerdì 30 ottobre 2009

578 di 2013 ; il Secondo Avvento

Stefano Armellin con il pezzo 578 di 2013
 del Poema visivo del XXI secolo :
IL VOLTO DEL MONDO E LA CROCE 1993/2013




Titolo : il Secondo Avvento  "L’odierna celebrazione della sacra Unzione di Padre Felice Artuso

Il Concilio Ecumenico Vaticano II dichiara che «con la sacra unzione degli infermi e la preghiera dei sacerdoti, tutta la Chiesa raccomanda gli ammalati al Signore sofferente e glorificato, perché alleggerisca le loro pene e li salvi, anzi li esorta ad unirsi spontaneamente alla passione e morte di Cristo, per contribuire così al bene del popolo di Dio» (LG 11). Il Catechismo della Chiesa Cattolica aggiunge che Gesù «con la sua passione e la sua morte sulla Croce, … ha dato un senso nuovo alla sofferenza: essa può ormai configurarci a Lui e unirci alla sua Passione redentrice» (CCC, 1505). 

Inoltre insegna che tramite la santa Unzione l’ammalato in stato di salute precaria «viene in un certo qual modo consacrato, per portare frutto mediante la configurazione alla Passione redentrice del Salvatore. 

La sofferenza, conseguenza del peccato originale, riceve un senso nuovo: diviene partecipazione all’opera salvifica di Gesù» (CCC, 1521).

Il nuovo rito dell’Unzione non apporta sostanziali mutamenti rispetto a quello precedente. Dispone semplicemente che il presbitero invochi l’effusione dello Spirito Santo sul malato. 

Prescrive che egli, mentre traccia un segno di Croce sulla fronte e sulle mani dell’infermo, accompagni il suo gesto, proferendo queste parole: «Per questa santa unzione e per la sua piissima misericordia ti aiuti il Signore con la grazia della Spirito Santo. Amen. 

E liberandoti dai peccati ti salvi. Amen» . Ne consegue che Dio libera il paziente dai residui del peccato, lo distoglie dalle varie paure, lo configura più intimamente alla Passione di Gesù, lo dispone ad accettare un eventuale deperimento organico e lo costituisce uno strumento di redenzione per qualsiasi fratello.
 
Oggi i cristiani hanno opinioni confuse sull’opportunità di chiedere l’Unzione dei malati. Molti rifiutano di riceverla oppure ostacolano gli altri ad accedervi, perché ritengono che sia un sacramento per i moribondi e gli spacciati, in realtà riguarda la guarigione, la vita, la crescita spirituale dei pazienti. 

Il malato che ne ha compreso gli effetti, non teme di domandarla e la riceve con gioia, perché essa non affretta l’arrivo della morte. 

Se si sente ancora angustiato dalla gravità della malattia, trascorsi sei mesi dall’Unzione, rinnova la domanda di potersi accostare a questo dono. Attualmente esistono persone che hanno ricevuto più volte la santa Unzione, sono tranquilli e nel limite del possibile contano di beneficare gli altri. Segue

Padre Felice Artuso Direttore spirituale Gruppo Stati Uniti del Mondo

"Ciò che é stato fatto anteriormente non costituisce più un problema". Op. Cit.