martedì 4 maggio 2010

765 di 2013 ; il Secondo Avvento

Stefano Armellin con il pezzo 765 di 2013 
del Poema visivo del XXI secolo :
IL VOLTO DEL MONDO E LA CROCE 1993/2013




Titolo : Il Secondo Avvento: Liberazione dal peccato, dalla morte e dalla legge. Adamo e Gesù Cristo. " Quindi come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel Mondo e con il peccato la morte, così anche la morte, ha raggiunto tutti gli uomini, perchè tutti hanno peccato". San Paolo, Lettera ai Romani, 5, 12

"In natura l'aspetto resta sempre lo stesso, mentre il volto ce l'ha l'uomo e nessun altro. Il volto capisci ? Nel volto c'è tutto. C'è la tua storia, ci sono tuo padre, tua madre, i tuoi nonni e i bisnonni, magari anche uno zio lontano di cui non si ricorda nessuno. 

Dietro al volto c'è la personalità, le cose buone e quelle meno buone che hai ricevuto dai tuoi antenati. Il volto è la nostra prima identità, ciò che ci permette di sistemarci nella vita dicendo: 
ecco sono qui". 
Susanna Tamaro da, Và dove ti porta il cuore.

"L'Australia è un continente a parte: di gran lunga il più arido, il più piccolo, il più isolato, il meno fertile, il più instabile dal punto di vista climatico e il più povero di risorse biologiche. 

L'Australia è tra i paesi più ricchi al Mondo di ferro e alluminio, e ha notevoli giacimenti di rame, stagno, piombo e zinco...il 94% dell'Australia è più basso di seicento metri sul livello del mare...

E' il continente al Mondo in cui il clima cambia maggiormente di anno in anno...anni di grande siccità, seguiti in modo imprevedibile da anni di piogge torrenziali e di inondazioni...il ruolo della geografia nella trasmissione della cultura...1526 scoperta della Nuova Guinea...la storia della Cina è la chiave per comprendere la storia dell'intera Asia orientale...".J.D.

I martiri ebrei c di padre Felice Artuso

Terminata la persecuzione di Antioco Epifane, i giudei riconsacrano il Tempio profanato, istituiscono la festa della Dedicazione e la chiamano Hanukà.(delle luci), perché all’imbrunire vi accendono le candele della mesorah, (il candelabro). 

Nell’annuale ricorrenza commemorano l’eroico sacrificio dei giovani Maccabei, da cui traggono i primi elementi della teologia del martirio. Vi ricavano anche queste applicazioni spirituali come la necessità di respingere i piaceri illeciti, di conservare la fede nella trascendenza di Dio, di vivere nell’ingegnosa laboriosità e di progredire nella santità. 

Nei secoli seguenti il Talmud e i libri storici annoverano altri episodi in cui i potenti sovrani puntano sulla riduzione delle libertà individuali, perseguitano gli anti idolatri e li sopprimono con un’efferata violenta.

Gli apostoli considerano i molti martiri d’Israele dei precursori della Passione di Gesù Cristo.

Ricordano la loro esemplare fedeltà a Dio e si affidano alla loro intercessione. 

Già nel periodo apostolico la Chiesa antiochena conferisce alla memoria liturgica dei martiri Maccabei un aspetto solenne e lo diffonde nelle altre chiese. Commemorando pertanto il loro martirio, il vescovo Gaudenzio di Brescia, asserisce: «Questi fratelli beati offrirono un modello di sopportazione ai martiri che sarebbero venuti dopo la Passione di Cristo, perché intendano con quale impegno debbano combattere per il nome del Redentore, dato che essi combatterono con tale pertinacia per il suo precetto». 

La riforma liturgica, ordinata dal Concilio Vaticano II, sopprime la memoria dei martiri Maccabei e mantiene solo quella di San Giovanni Battista, famoso orante, penitente e interprete della volontà di Dio. Subisce, infatti, la decapitazione, per aver perseverato nell’osservanza della Legge divina e nella vocazione di precursore messianico (Mt 14,1-12; Mc 6,17-29).
 
I martiri ebrei ci insegnano che occorre rispettare la trascendenza di Dio come pure riconoscere il valore della dignità umana e impedirne la degradazione. Senza rinvii o lentezze, svolgeremo allora la nostra missione e daremo un contributo benefico ai fratelli bisognosi. Segue

Padre Felice Artuso