mercoledì 30 marzo 2011

1096 di 2013; Giobbe ridotto in povertà, ma Dio è con lui

Stefano Armellin con il pezzo 1096 di 2013
 del Poema visivo del XXI secolo :
IL VOLTO DEL MONDO E LA CROCE 1993/2013




Titolo : Giobbe ridotto in povertà, ma Dio è con lui 

"Chi non conosce la natura, non sa nulla, e non può ragionare, per ragionevole ch'egli sia. Ora colui che ignora il poetico della natura ignora una grandissima parte della natura, anzi non conosce assolutamente la natura, perchè non conosce il suo modo di essere.
Tutti i progressi del nostro spirito consistono nello scoprire i rapporti, non si conosce perfettamente una verità se non si conoscono perfettamente tutti i suoi rapporti con tutte le altre verità, e con tutto il sistema delle cose (1839)

La ragione ha bisogno della immaginazione e delle illusioni ch'ella distrugge; il vero del falso; il sostanziale dell'apparente; l'insensibilità la più perfetta della sensibilità la più viva; il ghiaccio del fuoco; la pazienza dell'impazienza; l'impotenza della somma potenza; il piccolissimo del grandissimo; la geometria e l'algenra, della poesia, ecc. (4 ottobre 1821)

(1850) Si può dire che la Teologia Cristiana sia tutta greca (1854). Quando delle parti le più minutamente ma separatamente considerate si vuol comporre un gran tutto, si trovano mille difficoltà, contraddizioni, ripugnanze, assurdità, dissonanze e disarmonie; segno certo ed effetto necessario della mancanza del colpo d'occhio che scuopre in un tratto le cose contenute in un vasto campo, e i loro scambievoli rapporti.

Il progresso della ragione tende essenzialmente, non solo a rendere infelice, ma a distruggere la specie umana, i viventi, o esseri capaci di pensiero, e l'ordine naturale. 

Non v'è che la Religione (assai più favorita e provata dalla natura che dalla ragione) la quale puntelli il misero e crollante edifizio della presente vita umana, ed entri di mezzo (1982) per metter d'accordo alla meglio questi due incompatibili ed irreconciliabili elementi dell'umano sistema, ragione e natura, esistenza e nullità, vita e morte". 

Giacomo Leopardi, 23 ottobre 1821, dallo Zibaldone di pensieri

"In questo ozio apparente, in questa disoccupazione in cui consiste il lavoro altamente tecnologizzato, il dovere di chi lavora consiste nel non fare in un certo senso nulla, nell'aspettare con la massima attenzione e nel modo più concentrato possibile che non accada alcun imprevisto, in una condizione psicologica che l'umanità probabilmente non ha mai conosciuto.

Non é dunque possibile vivere nell'età della tecnica se non con condotte massificate, cioé omologate al sistema che ci tiene in vita. Nessuna epoca storica per quanto assolutista o dittatoriale, ha conosciuto un simile processo di massificazione...

Sempre più identico é il Mondo a tutti fornito dai media, così come sempre più identiche sono le parole messe a disposizione per descriverlo.

Ed è l'apparire e non l'essere che gli uomini abitano, la rappresentazione del Mondo e non il Mondo.

Oggi la telecomunicazione é il nostro ambiente.

Un enorme numero di azioni non verrebbero compiute se i mezzi di comunicazione non ne dessero notizia.

I media producono delle modificazioni nell'uomo indipendentemente dalle modalità d'uso dei media stessi. Per questo neghiamo che i mezzi di comunicazione siano soltanto dei mezzi.

Se televisione, telefono, radio, computer, determinano un nuovo rapporto tra noi e i nostri simili, tra noi e le cose, tra le cose e noi, allora i mezzi di comunicazione ci plasmano qualsiasi sia lo scopo per cui li impieghiamo, e ancora prima  che assegniamo ad essi uno scopo ". Op. Cit.

"Il Mondo é diventato una mostra, un'esposizione pubblicitaria che é impossibile non visitare, perché comunque ci siamo dentro". Anders

"La dove c'é il pericolo, cresce anche ciò che salva". Holderlin

"Se l'anima deve conoscere Dio, questo deve avvenire del tutto immediatamente...Dio si conosce del tutto immediatamente". Eckhart