lunedì 4 ottobre 2010

918 di 2013 ; Osea

Stefano Armellin con il pezzo 918 di 2013
 del Poema visivo del XXI secolo :
IL VOLTO DEL MONDO E LA CROCE 1993/2013




Titolo : Osea. "La capacità che il Cristianesimo dimostra nell'equilibrare, animare e pianificare l'evoluzione umana (Antropogenesi) ci fa certamente sentire e riconoscere nel Mondo il dito di Dio ben maggiormente di un qualsiasi evento straordinario particolare.

Per essenza, il Cristianesimo è ben più di un sistema fisso, e dato una volta per sempre, di verità da accettare e da custodire letteralmente. Per quanto abbia per fondamento un nucleo -rivelato-, rappresenta infatti un atteggiamento spirituale in corso di continuo sviluppo : 

Sviluppo d'una coscienza cristica secondo la misura e la domanda della crescente coscienza dell'Umanità.

Solo nel Cristianesimo (purchè lo si assuma nell'integrità del suo realismo cattolico) la mistica panteistica di tutti i tempi, e più tipicamente quella della nostra epoca...può trovare la sua forma più elevata e più coerente, più dinamica e più adorante...il Cristianesimo ha tutte le probabilità d'essere la vera ed unica Religione di domani. (1944)

No : il Mondo moderno non è irreligioso, tutt'al contrario. 

Solo che in esso, per un brusco afflusso, in dose massiccia, d'una linfa nuova, è lo spirito religioso, nella sua totalità e nella sua stessa stoffa, che ribolle e si trasforma ". T. De Chardin

L’impressione delle stimmate visibili e invisibili 3, di Padre Felice Artuso
Santa Caterina Benincasa (1347-1380), terziaria domenicana, nella casa dei suoi genitori inizia un cammino di ascesi spirituale. 

Desidera talmente di associarsi alle sofferenze di Gesù che può applicare a se stessa l’espressione dell’apostolo Paolo: «Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me» (Gal 2,20). 

Durante la preghiera ha visioni interiori in cui dialoga con il Signore. 

Nel 1367 celebra le nozze mistiche e sperimenta i tormenti che Gesù ha sofferto nel giorno della sua Passione. Intrattenendosi con lui, sente che Egli la irrora con il suo sangue purificatore e santificatore. 

In un’esperienza mistica successiva avverte che se la stringe al suo sacro costato, toglie a lei il cuore, le cede il suo e le lascia il dolore del taglio. 

Percepisce anche che le permette di provare sulla testa le punture della corona di spine e sulla mano destra la fitta del chiodo.

Nelle lettere ai diversi destinatari usa ordinariamente l’espressione: «Scrivo a voi nel prezioso sangue suo». 

Esorta quindi ciascuno di imitare il Signore che si è sacrificato per noi. 

Contemplando il Sacro Cuore, sorgente dell’amore di Dio, scopre che è il migliore rifugio e ode che Gesù le dice: «Hai fatto una caverna nel costato tuo, nella quale (l’uomo) avesse rifugio dalla faccia dei nemici» . 

Deducendo dalla sua esperienza spirituale, afferma che egli è l’albero fruttifero con le radici nella terra e le fronde nel cielo; è il ponte che congiunge la terra al Paradiso e conduce il peccatore dalla morte alla vita; è anche lo scalone con tre gradoni: i piedi, il cuore e la bocca. Salendo su di essi, i cristiani arrivano all’infinita carità di Dio e vi trovano la pace ambita.
 
Secondo la Leggenda Maggiore del domenicano Raimondo da Capua, la domenica delle Palme del 1375 Caterina vede Gesù, confitto in Croce e avvolto in un’intensa luce. Nota che con cinque raggi, provenienti dalle sue ferite, imprime a lei le stimmate visibili. 

Prova un dolore immenso, ma lo accetta, senza preoccuparsi. 

Restia all’esibizionismo spirituale, supplica poi Gesù di toglierle questi segni esteriori. 

Egli accondiscende immediatamente alla sua domanda. 

Cancella subito le stimmate sul suo corpo e le lascia il dolore delle ferite, che la infiammano di tanto amore. 

Alcuni dubitano sulla veridicità dei fenomeni mistici di Caterina e le causano tante difficoltà. 

Lei non si difende, né obietta alle loro ipotesi. 

Preferisce tacere, sopportare, soffrire e s’immolarsi. Raggiunti i 33 anni, l’età del Signore, muore nel convento domenicano di Santa Maria sopra Minerva (Roma). Sul suo corpo riappaiono le stimmate, che suscitano nei testimoni tanta meraviglia. Gli artisti si compiacciono di raffigurare Caterina con la corona di spine sulla testa e con le ferite sulle mani e sui piedi . Segue

Padre Felice Artuso