domenica 20 febbraio 2011

1058 di 2013 ; Discepolo di Cristo

Stefano Armellin con il pezzo 1058 di 2013 
del Poema visivo del XXI secolo :
IL VOLTO DEL MONDO E LA CROCE 1993/2013




Titolo : Discepolo di Cristo 

" 1. Chi getta l'atomica (o chi inquina il mare) dichiara guerra non solo ai neutrali ma alla Terra nel suo complesso.

2. La guerra non è più tra due fronti separati...a causa della natura stessa del capitalismo multinazionale...é nella logica dell'industria delle notizie vendere notizie, possibilmente drammatiche.

3. Quand'anche i media fossero imbavagliati, le nuove tecnologie della comunicazione permettono flussi di informazione inarrestabili, e neppure un dittatore può bloccarli, perchè si avvalgono di infrastrutture tecnologiche minime a cui neppure lui può rinunciare.

4. Il potere non è più monolitico e monocipite: E' diffuso, parcellizzato, fatto di continua agglomerazione e disfacimento di consensi...

La nuova guerra se arricchisce i mercanti di cannoni, mette in crisi (e su tutto il globo) le industrie di trasporti aerei, del divertimento e del turismo, degli stessi media (che perdono pubblicità commerciale) e in genere tutta l'industria del superfluo, ossatura del sistema, dal mercato edilizio all'automobile.

La Borsa registra le oscillazioni del gioco dei poteri. Se l'industria dei consumi (come gli armamenti) ha bisogno di tensione, quella dei consumi individuali ha bisogno di felicità. Il conflitto si gioca in termini economici.

5. La rete trova regole che non ha ricevuto in precedenza, si auto-modifica per trovare la soluzione...

Se la guerra è un sistema neoconnessionista, essa si sviluppa e assesta indipendentemente dalla volontà dei due contendenti. 

Se la guerra è un sistema neoconnessionista, essa non è più un fenomeno in cui il calcolo e l'intenzione dei protagonisti abbia valore.

Per la moltiplicazione dei poteri in gioco essa si distribuisce secondo assetti di pesi imprevedibili...

In quanto sfida ogni calcolo decisionale, essa è perduta per entrambi...il gioco è monocolore...nel nostro secolo è la politica del dopoguerra che sarà sempre e comunque la continuazione (con qualsiasi mezzo) delle premesse poste dalla guerra...

Si prolungherà in una drammatica instabilità politica, economica e psicologica per i decenni a venire, che altro non potrà produrre che una politica guerreggiata...

Potremmo essere giunti al punto in cui l'umanità avverte il bisogno istintivo di dichiarare tabù alla guerra...

E' dovere intellettuale proclamare la impossibilità della guerra.

I media fanno parte della guerra e dei suoi strumenti, e quindi é pericoloso considerarli territorio neutro. Oltre tutto i media hanno tempi diversi da quelli della riflessione". Umberto Eco


"Oggi la cultura simbolica più diffusa e apprezzata é quella che sgorga in abbondanza dai media (film, Tv, giornali, musica, video, ecc.). E' insensato continuare a pensare di potere in qualche modo arginare, invertire o depurare questo flusso, o considerare la cultura dominante della nostra epoca il frutto degenerato di un ceppo un tempo puro.

Tv e musica pop sono diventate le arti dominanti del nostro tempo, rivelando un'enorme inventiva e un'altrettanto potente forza di cambiamento.

La critica del commercialismo é difficilmente conciliabile con il riscatto della cultura popolare perché in genere la popolarità é un requisito del successo commerciale". Mazzoleni