lunedì 22 agosto 2011

1241 di 2013 ; La Croce dentro

Stefano Armellin con il pezzo 1241 di 2013
del Poema visivo del XXI secolo :
IL VOLTO DEL MONDO E LA CROCE 1993/2013




Titolo : La Croce dentro 

"GIOVANNI...

Non crediate che io vi accuserò al cospetto del Padre. Il vostro accusatore sarà Mosé, nel quale mettete la vostra speranza. Perché se credeste a Mosé credereste a me, perché é di me che ha scritto. Ma se non credete ai suoi scritti, come crederete alle mie parole ? (Vangelo di Giovanni 5, 45-47)
Nelle Scritture e nell'ordine sacro che su di esse é costruito coloro che, in ogni tempo, confidano nel loro credersi figli di Abramo (Giovanni 8,33), figli di Dio (Giovanni 8,41), fondano la loro speranza (Giovanni 5,39).

Le scrutano (Giovanni 5,39), eppure non possono comprenderle.

Le Scritture parlano infatti del dolcissimo regno di scialòm portato dal Messia, senza lacrime e senza morte, e loro questo non lo trovano (Giovanni 5,46), perché chi non ha volontà di regno non riconosce il regno (Giovanni 7, 17)". Sergio Quinzio, Op.Cit. 557 -558

"Ho preso per la gola il cerchio per una specie di sfida a questa figura sacrale, al tondo di Michelangelo o di Raffaello. 
Volevo vedere se la si può prostrare, se la si può coinvolgere in questa immane lacerazione che é la modernità stessa. 
E mi pare di esserci riuscito". Vedova

"Impegnarci per ricostruire il sistema economico mondiale su basi morali, al di là di un capitalismo stretto e miope". San Giovanni Paolo II 1991

"Cristo in modo libero accoglie la consacrazione-missione del Padre, perché in Lui possa essere consacrata al Padre tutta l'umanità e tutto il creato (Gv 17,15-19).

Cristo esprime la totalità della consacrazione al Padre nell'oblazione della Croce. Il sacrificio della Croce ha la massima forza consacratoria, perché é l'esercizio del sommo, unico ed eterno sacerdozio, di cui Cristo é sacerdote, altare e vittima.

In esso si esprime la suprema professione della trascendenza assoluta di Dio, la lode e la gloria eterna, il culto pieno e perfetto che gli sono dovuti come atto di offerta personale.

Nella sua morte Cristo attua pienamente nella perfezione della carità, quelle beatitudini che ha predicato come il contenuto essenziale dell'annuncio del regno, perché sulla Croce é nella pienezza della povertà, in quanto spogliato di tutto;

Dell'obbedienza, perché accoglie la morte nel totale abbandono alla volontà del Padre;

Della castità, nel suo slancio di amore esclusivo per il Padre e gli uomini.

Nella verginità, povertà e obbedienza, Cristo manifesta storicamente il suo essere eterno Figlio unigenito. Tale culto pieno e perfetto, reso da Cristo a gloria e lode del Padre, é accolto dal Padre, che nella risurrezione ridona la vita, nella potenza dello Spirito all'umanità di Cristo".

Ghirlanda