domenica 6 maggio 2012

3. Uscire dalla crisi mondiale con The Opera




“…Il Tenente parte, infatti, ma i soldati che erano con lui vengono solo sgridati paternamente, e perdonati dal Colonnello. Questo è forse un errore. I temi sono cambiati. La bramosia per i beni degli armeni appena intravisti e un certo sotterraneo disagio per gli eccessi commessi li induce a gridare più forte, a far tacere ogni voce interiore. Perché il Colonnello non li ha puniti ?” Antonia Arslan, La Masseria delle Allodole pp.128


LOUVRE – THE OPERA

ARMENI

Henri (Direttore del Louvre), nel 301 l’Armenia fu il primo Paese ad adottare ufficialmente il cristianesimo come Religione di Stato.


Oggi, a Scafati, fino al 31 maggio 2012, sedici artisti Armeni espongono nel Real Polverificio Borbonico – Centro per la Cultura e le Arti, una mostra ideata e curata da Giacomo Carlo Tropeano del MIBAC – Direzione Generale per il Paesaggio le Belle Arti l’Architettura e l’Arte Contemporanee. I sedici protagonisti sono : Khachik Abrahamyan, Ashot Avagyan, Gor Avetisyan, Gaguik Badalyan, Ashot Baghdasaryan, Garegin Davtyan, Gagik Ghazanchyan, Aaron Labin Grigorian, Sevak Grigoryan, Albert Hakobyan, Grant Mirzoyan, Sonya Orfalian, Samvel Saghatelian, Lilit Soghomonyan, Gagik Tonian, Vardan Voskanyan; molto più lunga invece la lista degli Armeni innocenti uccisi nel 1915 dal regime dei Giovani Turchi, non esiste un  numero preciso ma sfiora i due milioni. Questo crimine Henri, non è ancora riconosciuto ufficialmente dal Governo della Turchia che aspira ad entrare in Europa. Oggettivamente un primo passo dovrebbe essere quello di riconoscere la responsabilità del Genocidio. Ed è un bene che Tropeano si sia prodigato ad allestire la mostra ARMENI, per mantenere così, viva, la memoria del Genocidio. Come possiamo uscire da una crisi mondiale senza il riconoscimento delle nostre colpe ? non possiamo. L’Arte dei colleghi Armeni non si ferma a Scafati ma continuerà il suo percorso in altre località. Ecco  un esempio di impegno creativo che unisce l’estetica alla libertà dell’Anima, al desiderio di Giustizia per un Popolo innocente ucciso ingiustamente. La storia dell’umanità è ricolma di questi tristi eventi che speriamo non debbano più ripetersi. Non so fino a che punto questa mostra accenda una speranza, rimanendo visibile, nelle opere, e fortemente impressa, la storia vissuta dall’innocente Popolo Armeno. Sterminato. E’  questa mostra una testimonianza dell’Anima, della sua aspirazione alla libertà, del suo desiderio di onestà. Onestà che leggo nei volti degli Artisti protagonisti, volti documentati nel catalogo bel curato da Tropeano. Volti di artisti Armeni, volti che per noi riflettono la speranza non vissuta del loro Popolo. Volti, che per noi tutti, ricordano all’Eternità e alla Giustizia Divina, il Genocidio consumato di un Popolo Cristiano innocente.

Stefano Armellin

Pompei, domenica 6 maggio 2012
(3. Continua)

 Nota : Per info. sulla Mostra ARMENI ; Curatore: Giacomo Carlo Tropeano Cell. +39.339.3980174 - giacomocarlo.tropeano@beniculturali.it