venerdì 11 maggio 2012

4. Uscire dalla crisi mondiale con The Opera



LOUVRE - THE OPERA


Liu Xiaobo
(in carcere dal 23/06/2009 al 21/06/2020)

Henri (Direttore del Louvre), ricordi quando Liu Xiaobo, Premio Nobel per la Pace oggi in carcere, visitò il Metropolitan Museum ? fu per Lui come una folgorazione, una generale ristrutturazione di tutti i valori. E parliamo di un uomo di cultura molto sensibile.


La sua Anima nell’incontro con il Museo si trasformò nell’intimo. Le opere di un grande Museo hanno aiutato Liu Xiaobo a focalizzare meglio la sua vocazione e mi auguro anche a resistere all’ingiusta carcerazione. Liu Xiaobo è innocente. E’ incessante la persecuzione verso i Popoli e gli individui di valore che gli artisti non dimenticano. L’Italia non uscirà dalla sua crisi se non si deciderà a pensare il Mondo all’interno di una visione nuova e cristiana. E’ la dimenticanza delle proprie radici che provoca la caduta. Assistiamo a qualcosa di più grave del suicidio dei singoli, assistiamo alla debolezza della coscienza collettiva di una società intera. Si fanno diagnosi a tutti i livelli ma le risposte non gratificano, restano come assopite impotenti a trasformare il Mondo. Prevale un sottile senso di angoscia del futuro misto a follia. La terra trema quasi come riflesso di una popolazione tentennante, indecisa, imprecisa, debole. Henri, noi sappiamo che il Capolavoro raccoglie per il suo tempo tutte le linee utili; linee che diventano frecce da scoccare una dopo l’altra per colpire senza pietà, giorno e notte il bersaglio : è il Maligno, il suo malefico sorriso d’inganno, è questo Satana a gioire di aver ingabbiato l’Anima italiana. Un Popolo è tanto più folle quanto più consolida in sé  la dimenticanza di Dio.
Può un Capolavoro operare il miracolo ? certo, può se il visitatore come è stato per Liu Xiaobo è ricettivo. Sarà allora trasmessa al pubblico del Mondo quella eterna gioia di vivere capace di percepire l’aiuto di Dio dovunque. Anche per coloro che non credono c’è qualcosa d’immenso e di sacro in ogni stagione della natura e della vita. Anche per i più dubbiosi il legno della Santa Croce può servire come una zattera per evitare la catastrofe e raggiungere la Gloria del Cielo. Sono sicuro che Liu dalla sua cella mi legge attraverso il riverbero dell’aria che passa ovunque; e se il suo corpo è prigioniero, nella sua mente è libero; ad ogni respiro la sua Anima scocca anche per noi, frecce contro il Maligno.

Stefano Armellin
(4.Continua)

Pompei, venerdì 11 maggio 2012